Prato a Sigliori & parole d'oro di Andrea Pelleriti

Scritto da pellerun. Pubblicato in Giretti sui monti

Prima di entrare nel vivo, il percorso è stato corso prima delle restrizioni che si sono susseguite a partire dall’8 marzo a causa del dilagare della pandemia Covid-19, quando si poteva correre, più liberamente purché ad almeno un metro di distanza come abbiamo fatto.

Premessa d’obbligo, ed ora entriamo nel vivo.

Ogni sperimentazione necessita di un grande partner, complice, capace di capire, interpretare, suggerire e sapersi divertire. Oggi la sperimentazione è dell’app per muoversi nei boschi, scoprire nuovi percorsi e viverli minimizzando il rischio di perdersi. Il socio non poteva che essere Fabrizio, la persona che mi ha fatto scoprire i boschi correndo.

Il percorso scelto? Uno trovato nell’app, tracciato da una persona che non conosco ma che lo ha fatto in modalità tracking e lo ha messo a disposizione di tutti (e di questo lo ringraziamo). La zona, inoltre, è nota per i bei panorami, il percorso non troppo impegnativo ed inoltre, nel caso in cui non si riesca a districarsi con l’app, ci permette di orientarci ed, in qualche modo, venirne fuori senza traumi.

L’obiettivo è seguire la traccia per raggiungere da Guamo/Badia di Cantignanoprato a Sigliori (noto e chiamato anche prato a Sillori) e poi scendere alle parole d’oro.

Non resta che mettersi in marcia.

1 metro di distanza, per rispettare le distanze anti contagio covid-19

Dopo la foto di rito, prima di partire, per sdrammatizzare la situazione Coronavirus, lasciamo la chiesa di Guamo percorrendo in direzione Vorno la via omonima che lasciamo per il sentiero Badia-Vorno che costeggia il Rio Vorno fino a Via Boccaccio e alla Via Vorno. Passiamo così sotto la collina dei sette venti nel territorio tra Badia e Guamo dove si trova una campana tutto d’oro, secondo alcuni…. Secondo altri, invece, un vitello d’oro!!! La tentazione di toccarli con mano è fortissima ma il problema è che a guardia sembra ci sia un grosso toro di fuoco che appare ogni volta che qualche curioso si avvicina al luogo dove è nascosto il tesoro. E così nel dubbio e sopratutto per non rischiare, decidiamo di non fermarci e tirare dritto per Vorno.

Rio Vorno

Arrivati alla chiesa di Vorno si imbocca e percorre per qualche km la Via di valle che sale e corre sotto la cima del colle Dreon (300 m. slm). Continuando a salire, la strada diventa sentiero e seguiamo le indicazioni per Stanghetta che raggiungiamo.

Qui mi soffermo ad osservare una Marginetta, c’è ne sono diverse intorno a Vorno. Sono edicole di culto situate, come questa, lungo le strade, spesso oggetto di leggende. Si narra costruite per ricordare rose sbocciate nella neve, acqua che fuoriesce da rocce secche, insetti d’oro, musiche che incantavano i viandanti. Bello correre in un ambiente così.

La carta militare della Zona

Marginetta sulla Salita per Stanghetta

Superata la Marginetta, passiqmo il monte Zano (460m.) e arriviamo a Sigliori.

A prato a Sigliori prendiamo un bel single-track denominato “strada per prato a Sigliori e lungomonte”, corribile anche se stretto tra gli arbusti. Da qui si gode veramente un bel panorama sulla valle, le apuane, fino alle cime emiliane. Scendiamo così da appena sotto la cima del monte Vallone (540 m.) finché il single-track diventa sentiero un po più ampio.

Al bivio con il MTB UP&DOWN proseguiamo dritti imboccando un altro bel single-track, il 136, così ci troviamo ancora sul colle di Dreon, paralleli al sentiero fatto all’andata ma più bassi.

Stiamo già rientrando ma le sorprese di questa magica esplorazione non sono ancora terminate. Infatti, continuando a scendere incrociamo il sentiero dell’acquedotto di Guamo che imbocchiamo per arrivare alle parole d’oro che è la seconda metà di questa giratina. Certo l’app è favolosa, é veramente paragonabile al navigatore che usiamo in auto. Non guida parlando, nn dice gira a destra o sinistra o ti indica il nome del sentiero, va saputo leggere e permette non solo di conoscere il punto esatto in cui ci si trova ma indica con una precisione estrema anche dove si intersecano i vari sentieri così da consertiti di imboccarli sapendo sempre verso dove stai dirigendoti.

Dunque dal sentiero dell’acquedotto rincrociamo il MTB UP&DOWN che, stavolta, imbocchiamo fino ad arrivare all’acquedotto che ci fermiamo ad ammirare.

Sorso d’acqua, qualche foto e via… Corriamo sotto le arcate del Nottolini fino alla chiesa di Guamo, chiudendo così questa memorabile giornata.

Alla prossima! https://pellerun.home.blog/2020/03/23/prato-a-sigliori-parole-doro/


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