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Olympus Ultra…bisogna saper perdere. di Alessandro Tonelli

Gennaio 2025.Seguo da diverso tempo la pagina dell’Olympus Mithical Trail. Nel loro sito online scorre il tempo per l’apertura delle iscrizioni.Una gara durissima. Sono 110 km con oltre 7.000D+. Dopo la Transylvania mi ero promesso di non fare più certe gare ; ma la bellezza dei paesaggi è l’illusione di poter arrivare sulla montagna degli Dei mi ha dato la spinta per tentare l’impresa.Dopo qualche giorno il conteggio alla rovescia si interrompe e dice che la gara è stata sospesa.Scrivo agli organizzatori e purtroppo mi confermano l’annullamento della competizione. Super delusione.Quest’anno, inizio a selezionare gare che mi possano trasmettere davvero qualcosa dal punto di vista emozionale. Meno gare ma molto mirate.Il 2025 inizia con la Sila 3 Vette, poi il Chianti Ultra Trail e lo Scenic in Svizzera.Facebook conosce molto bene i suoi polli e così a furia di digitare le parole Grecia e TRAIL, ecco spuntare Olympus Marathon. Subito penso alla classica maratona nella patria dello sport. Sto quasi per eliminare la pagina, quando leggo 71km e 5550D+.Quasi non ci credo.Avviso il mio compagno di merende Florin e gli  metto la pulce nelle orecchie. Lo avviso che mi iscrivo immediatamente. A lui do il tempo di pensarci.Prenoto immediatamente il volo per Salonicco e l’appartamento a Litochoro luogo di partenza della gara.La Tessaglia e la Tracia sono zone della Grecia che non ho mai visitato e quindi quale occasione migliore di organizzare contestualmente una vacanza in zona.Nel frattempo Florin mi conferma la sua partecipazione e sono molto contento. Da un paio d’anni a questa parte i suoi miglioramenti sono cresciuti in maniera esponenziale. Il Transylvania avevamo deciso di farlo insieme ma questa volta gli do carta bianca perché sono convinto che può fare un gran risultato…sarò un buon profeta.Tralascio la parte del viaggio, anche se dobbiamo continuare a ringraziare le nostre famiglie che ci seguono in queste nostre scorribande.Il 27 giugno 2025 e’ il giorno del ritiro pettorali e pacco gara. Il villaggio sportivo brulica di tanta gente, atleti e non. Ci sono tantissimi stand sia tecnici che di altri generi. Questo ci fa capire l’importanza dell’evento. Grande partecipazione anche a livello internazionale; logicamente i greci fanno la parte del leone. Vedo gente molto agguerrita.Normalmente nelle gare, anche quelle importanti, vedo sempre tante persone che sono lì perché l’importante è partecipare, qui non ho la stessa impressione.Sono circa le 11, la temperatura si aggira sui 38 gradi ma quella percepita è la stessa della nostra macchina lasciata al sole : 42 !!Conosciamo Rigos Lazaros, classe 1961 atleta della Salewa. Ottavo assoluto lo scorso anno che ci descrive un po’ il percorso e il tipo di ristori che incontreremo in gara. Tre salite micidiali. La prima di circa 2000 metri nei primi 15 km ( si ma i primi 5 sono praticamente in piano 😱 ). La seconda più breve ma con una pendenza che si aggira sul 37%. L’ultima sarà lunga circa 9 km e ci porterà sulla cima dello Skolio a 2910 metri. La seconda vetta più alta del monte Olimpo.Anche le tre discese non scherzano.. la seconda per me sarà fatale purtroppo.Infatti già un mese prima della partecipazione a questa gara, dopo circa un paio di anni senza avere problemi, si è risvegliato il fastidio della “bandelletta”. Si tratta dell’intersezione dei tendini che partono dal gluteo e arrivano al ginocchio.In caso di infiammazione e’ praticamente impossibile non solo correre ma nemmeno camminare in fase di discesa.Prima di questa gara c’erano state delle avvisaglie, quindi per non correre il rischio avevo scritto all’organizzazione se potevo passare sulla gara da 44k.Purtroppo per motivi organizzativi non era più possibile e quindi mi sono accollato il rischio.27/6/25 ore 22.30….manca un’ora e 30 minuti alla partenza. Il cielo si fa improvvisamente nero. Mentre sto per raggiungere Florin al suo appartamento si scatena un mega temporale condito da tuoni e fulmini. Ho la conferma che Zeus esiste davvero 😅.La velocità del tergicristallo è massima. Leggo negli sguardi di Maria,Aurora e Cristina una certa preoccupazione. A dir la verità dalle previsioni meteo dalle 22 alle 23 dava due gocce di pioggia. Ma il sabato dava bello tutto il giorno e quindi cerchiamo di tranquillizzarci.Appena arrivati al Parco Archeologico di Dion, luogo di partenza della gara, come per magia il temporale sparisce. Non dobbiamo nemmeno tirare fuori dagli zaini la giacca antipioggia. Foto di rito e pronti a partire. Sulla 70k siamo in 231. Tra circa 6 ore partirà la 44 con 650 partecipanti. Poi sarà la volta della 12k e del KidsTrail. Il giorno prima si è svolta la gara del vertical, 4,5km con 1050D+. Una super manifestazione non c’è che dire. Bello anche il pacco gara con cose utili e non frivole. Maglia, calze e manicotti.Alle 00:01 di sabato 28 giugno : START 🏁Come al solito la mia gara non è preparata dal punto di vista atletico, dove vado sempre a sensazione ; ma dal punto di vista strategico ed alimentare ho sempre il sostegno di Cristina e Marco del team TRM.Il problema più grande che si può presentare in una gara del genere è la disidratazione, visto le temperature che incontreremo durante il giorno. Quindi basilare e’ idratarsi molto bene fin dalla notte.Al primo rifugio Korimilla (10km) arrivo in circa 2 ore ( il cancello si chiudeva alle 2.45 ). Bevo e faccio pipì, visto che prima della partenza,  ho bevuto 1/2 litro di acqua più un altro litro per arrivare alla prima destinazione.Dopo aver fatto i primi 10 km in compagnia, inizio ad addentrarmi nella foresta da solo. Vedo solo le lucine delle lampade frontali davanti e dietro di me.Intanto qualcuno si è già fermato e i suoi conati di vomito mi fanno salire una leggera nausea. Gli chiedo se ha bisogno… dice che poi gli passa e di non preoccuparsi. Ne vedrò parecchi in queste condizioni.La salita è lunghissima…si apre all’improvviso una radura e il mio sguardo è catturato da un cielo stellato di quelli che ti rimangono per sempre stampato negli occhi.Così raggiungiamo al 15 km il ristoro di Petrostrouga a 1940 metri… noi siamo partiti da +3 s.l.m 😁.Mi sazio con delle patatine, frutta secca e della banana. Ora un superdiscesone che affronto bene scendendo di circa 900 metri in 3 km.Arrivo al ristoro del 21km ubicato letteralmente in mezzo ad un bosco vicino ad un torrente. Mi domando come abbiano fatto ad allestirlo in quella zona impervia. Fenomenali. La signora, gentilissima, mi chiede come sta andando e dopo aver mangiucchiato qualcosa riprendo il mio cammino. Adesso il percorso ha una serie di salite e discese non troppo impegnative. Inizia a fare giorno. Sento una voce dal tono alto che sbiascica una lingua incomprensibile. Sta parlando da solo… si tratta di uno scozzese. Mi scappa da ridere e lo supero augurandogli il meglio.Poco dopo un altro quadro da museo del Louvre mi si para davanti. Sua Maestà Olimpo accarezzato dai primi raggi di sole.Questi ultimi, nella mia mente,  hanno lo stesso effetto per i vampiri. TERRORE !Il sole si alza velocemente come le temperature. Intanto giungo ad un torrente con acque cristalline dove immergo testa e braccia. Che sollievo ! Altra bella salita per arrivare al secondo cancello del 30^ km. Rifugio Krevatia. Preparazione della nuova bibita energetica, le solite patatine e un po’ di cibo.Qui il cancello era fissato in 8h15m… arrivo con una buona mezz’ora di anticipo. Adesso dicono che la prossima salita è la più micidiale perché la pendenza è importantissima. In effetti è così. Vedo sull’orologio punte vicino al 40%. Una parte e’ fortunatamente in mezzo al bosco ma l’altra è impietosamente nuda e cruda. L’obiettivo è il Picco Barbalas. Sono 850 metri in 3 km….non si scherza.Arrivo in cima dove ci sono due volontari del pronto soccorso. Vedono il nome sul mio pettorale e la ragazza mi parla in italiano. Scambiamo due chiacchiere e ci lasciamo con il classico “ Italia Grecia, una facia una raza” senza doppie logicamente.La discesa sarà altrettanto impegnativa, fatta di tornanti secchi su un terreno decisamente tecnico ed in alcuni tratti scivoloso per l’erba presente.Qui sta per terminare la mia gara. Al termine della discesa la bandelletta grida di rabbia come il suo padrone. Intanto guardo l’orologio e inizio a preoccuparmi.Forse a causa della mia preoccupazione sono convinto che il penultimo cancello ( ma il più importante in quanto corrisponde alla base vita ) del 40km sia alle 11.15.E’ una lunga strada forestale, mancano pochi km e quindi inizio a trotterellare malgrado il ginocchio. Intanto arrivano le 11 e incontro due greci che vanno al passo. Con il mio Italyenglish e il loro grechenglish scambiamo quattro chiacchiere. Loro sono già decisi di ritirarsi alla base vita, quindi li saluto per arrivare entro il cancello orario.La base non si vede ancora, ma vedo un altra salitella che mi rallenterà sicuramente. Porca miseria ! Decido allora di provare a trotterellare di nuovo per arrivare in tempo, riposarmi e poi riprendere il viaggio. Arrivo alla base alle 11.13. Due giorni dopo in spiaggia scoprirò che il cancello era alle 11.30 e non alle 11.15 🤷‍♂️ Il ginocchio fa male ma decido di riposarmi bene ( sino alle 12 ). L’ultimo cancello è al 57 km alle ore 19.Essere comunque arrivato nella mia testa con soli due minuti di anticipo alla base mi sconforta un po’. Sono talmente distratto che mangio la pasta con lo zaino ancora sulle spalle. Quando me ne accorgo dico : OK Ale, con calma. Rilassati, cambiati e poi torna a mangiare. Ci sono diversi runner sdraiati sotto il tendone allestito come deposito borse. Non ne ripartirà uno.Mentre mi cambio, cerco di mettermi delle nuove calze compressive per affrontare la seconda parte meglio attrezzato. Ma piegare il ginocchio fa male.Potrei prendere un Oki. Aspetto.Intanto verso il mezzogiorno arriva una del soccorso medico a darmi una controllata, sopraggiunge poco dopo la scopa.Non ho voglia di mollare ad un passo dalla cima ( si fa’ per dire … ci sono 9 km ). La scopa mi dice che nei prossimi due ristori non c’è possibilità, nel caso di ritiro, di far sopraggiungere un mezzo. E poi c’è la questione che una volta giunti sull’Olimpo c’è una discesa super tecnica di circa 10 km su terreno roccioso a scaglie. Quello è la goccia che fa traboccare il vaso. Sollecitare la bandelletta su un terreno del genere vuol dire chiudere la stagione a metà anno. La decisione è durissima da accettare. Poi penso che l’ultimo mio ritiro risale al 2019 nel Trail del Chianti e me ne faccio una ragione. Il giorno dopo mentre passeggio in spiaggia il mio sguardo è sempre rivolto lassù.Zeus stai tranquillo che l’anno prossimo vengo lassù a chiedere spiegazioni..dovrai essere molto convincente. Non mi piace lasciare le cose in sospeso 💪PS  : Ho un futuro da veggente. Prima della gara faccio un pronostico a Florin dicendogli che chiuderà la gara in 13he30m….arrivera’ con un minuto di ritardo 😅Grande Teo ( la mia creatura 😂 ).

 

Tags: Trail, Tonelli

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