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Trail bisesto… Trail funesto di Andrea Pelleriti

SABATO 29 FEBBRAIO non poteva essere trascorso meglio che partecipando a un bel Trail Autogestito.

È così a Pugnano (PI) ci siamo trovati con l’obiettivo di correre per i boschi della zona. Inizialmente dovevamo andare sul Penna, 22k d+1900 o giù di lì, ma il programma è cambiato per fare un giro che ci ha permesso di scalare il monte Orma inventandoci il percorso per farlo nel mezzo al bosco. Un’esperienza faticosa ma divertente ed emozionante 🐺 capitanata da Gabriele, gran conoscitore della zona, coadiuvato da Pietro altro ultrailer di esperienza e capacità.

Nei boschi nella zona ovest dei monti Pisani

🌳 Come dicevo, dalla chiesa di Pugnano, percorrendo in parte alcuni sentieri del Penna trail Run ed in parte avventurandoci su un percorso non segnato sulle mappe 🌳 corso poco più di 26 km, d+1500.

Lasciato Pugnano da via Cavina lungo il fosso Civitina, la prima tappa è stata Ripafratta e la sua rocca. Prima di salire alla rocca, foto do rito sugli scalini della chiesa del paese e sulle orme del “00” si entra nella rocca. Era veramente tanto tempo che avrei voluto visitarla ma non ne avevo mai avuto occasione ed, oggi, anche la fortuna di trovare la porta aperta così mi son potuto togliere la curiosità di vedere come sia conservata internamente. Divorata dalle piante e così non è stato possibile trovare il cunicolo che si diceva portasse ad una stanza sotterranea dove si trovava o, forse, si trova ancora, un tesoro!

Poi sempre seguendo lo “00-lecciaia” giriamo intorno al monte Maggiore fino al monumento ai caduti e alla strada panoramica Sando Pertini, percorrendo il sentiero del Penna trail, fin qui non molto impegnativo.

Foto e direzione monte Romagna sul “106- castel passerini”, nel bosco, fitto, lasciando e rincrocoando il 106 con tratti verticali non tracciati. Percorsi immersi nella natura, nel silenzio, luoghi di pace e relax dove si sente solo lo sciambrottare dell’acqua nel camel bag, percorsi con un gruppo che si è mostrato subito affiatato e solidale.

Dopo diversi km si arriva per una via non tracciata sulle mappe, quasi sulla cima del monte Orma (455 m. slm). Ci districhiamo tra i rami e scopriamo anche l’ingresso di una grotta, anche questo nn indicata sulle mappe, nascosta dalle foglie che la rendono insidiosa e molto poco visibile.

Si dice che queste grotte fossero utilizzate per fare il ghiaccio. Sono pozzi dove la neve veniva conservata per poi rifornire Lucca durante l’estate.

Piano piano si arriva a castel Passerini ma non mi accorgo della deviazione e giro direttamente per il sentiero verso Gattaiola e perdendo così la visita alle rovine… Niente di grave, sarà la scusa per tornare in quei boschi.

Un po’ mi dispiace non aver esplorato i ruderi di Castel Passerini, ne avevo sentito parlare ma non pensavo fosse qui. Questa fortificazione nel Medioevo era in un punto strategico perché dominava sia il versante lucchese che pisano. Fu demolito nel 1313, poi ricostruito da Castruccio Castracani nel 1337, invaso dai pisani e incendiato nel 1394. Un tempo quando si viaggiava, di notte, in questa zona si poteva incontrare il fantasma dal mantello nero. Si credeva che in quella zona fosse stato nascosto un tesoro ed il fantasma il suo guardiano!

Si dice anche che presso il castello ci fosse una cappella con una fessura buia, profonda e puzzolente che la leggenda dice conducesse all’inferno! Quante cose mi perso… Devo assolutamente tornare qua.

Gattaiola, siamo appena a 10/11 km dalla partenza, c’è una fontana. Icompagni di avventura lamentano che l’acqua sa troppo di cloro ed io, avendo ancora mezzo litro della mia, decido di non fare il pieno, cosciente che ne troveremo un’altra tra 7/8 km.

Si progue in direzione Pozzuolo, si gira intorno al monte del Pino e si arriva sotto il convento di San Cerbone ma non ci fermiamo e proseguiamo su via della fornace di S. Cerbone per poi tagliare per campi verso Massa Pisana e risalire arrampicandoci sulle rocce di un sentiero sconnesso e sassoso del monte le Croci (440 m. slm) e arrivare ai piedi del Penna a S. Lorenzo a Vaccoli. Da qui si gode veramente un bel panorama sulla piana di Lucca.

Le pietre qua hanno una forma strana che ricorda la lava pietrificata ed è per questo che la tradizione popolare in questa zona ha sempre pensato che queste cime fossero vulcani. La cosa potrebbe anche essere verosimile perché ci sono delle fumarole e sorgenti calde che fuoriescono dalla montagna che però io non ho visto. E proprio qui, tra il Croce e S. Lorenzo c’è una zona circolare invasa da alberi e sterpaglie che gli anziani dicono fosse il cratere!

San Lorenzo a Vaccoli siamo a 18 km dalla partenza e trovo la fontana con cui fare il pieno d’🍶, anche perché proprio in prossimità finisco la mia riserva. Viaggio a 18 km al litro!

Giù dal monte le Croci

Si imbocca il “114-via dei bovi” che taglia il Penna, il monte le Croci e il monte Pianello.

Qui scopro una palestra dove alcuni ragazzi si allenano a scalare.

Il sentiero è immerso in un verde molto intenso; a tratti sembra di correre in una galleria che si è formata con gli alberi caduti. Puntiamo il monte Pianello, arriviamo più o meno ai 4 venti, si imbocca la strada panoramica Pertini, sotto il monte Tondo che giriamo intorno.

Infine, puntando Putignano completiamo il giro, iniziato all’andata, intorno al monte Maggiore e scendiamo nuovamente a Pugnano. In tutto un giro da 27 km d+1400/1500 m. Percorsi da ripetere, un gruppo che pur viaggiando a diverse velocità si ricompattava sempre ad ogni deviazione sotto gli occhi attenti di Gabriele e Pietro, dove ho trovato grande solidarietà e rispetto dei più veloci verso i più lenti. Una giornata ricca di emozioni, la mia seconda volta in 7 giorni oltre il muro dei 22 Km che fino ad una settimana fa non avevo mai superato.

La mia seconda volta con un d+ superiore ai 1000 m., oltretutto con così pochi giorni di distanza. Soddisfazione nella soddisfazione!

Non nascondo che ero partito con qualche doloretto muscolare e non con la piena consapevolezza che sarei riuscito a completare senza soffrire troppo.

Invece è andata bene! C’è l’ho fatta e me la sono goduta… Meglio di così non poteva essere.

TA bisesto col suo capitano

Ma la mattinata non è finita… C’è il terzo tempo col porta e condividi che rimarrà nella memoria come il TA: pizzette, focaccia, affettati, biscotti cioccolata e pera, castagnaccio, birra!!! Grazie veramente a tutti per questa mattinata

Castagnaccio del Giusti portato da Giulia e focacce, birre e affettati, un porta e condividi super

il percorso fatto

 

Tags: GirisuiMonti, pellerun

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