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Un’avventura per due di Alessandro Tonelli

Questo “viaggio trail” inizia a ottobre dello scorso anno durante una delle innumerevoli uscite per i boschi.

Ci siamo fatti prendere subito da un entusiasmo che ci ha contagiato in pochi minuti.

Io venivo dall’esperienza del MOT , un trail a tappe fatto in Val Maira durato 4 giorni percorrendo 180 km. Un esperienza talmente positiva che l’ho trasmessa subito al mio compagno di viaggio che in men che non si dica si è lasciato subito conquistare.

Tempo un paio di giorni e si era subito prenotato il viaggio in treno, le strutture alberghiere ed i vari ristoranti dove cenare alla sera.

Purtroppo la fretta fu cattiva consigliera. Il periodo scelto era la prima settimana di dicembre ma ahimè si dovette rinunciare a causa del meteo avverso. 

Certamente non era periodo favorevole, ma la voglia era tanta e si sottovalutò questo aspetto non secondario. 

Ci ripromettemmo di provarci l’anno successivo con l’intento però di farlo ad inizio autunno ; ma soprattutto prenotando poco prima della partenza in modo da tenere sotto controllo il meteo.

Scelta non fu più azzeccata e così il 5 ottobre di quest’anno in un tardo pomeriggio assolato abbiamo intrapreso la famosa Via degli Dei da Bologna a Firenze.

130 km con 4500 metri di dislivello.

È un percorso che normalmente si fa tra i 5/7 giorni a trekking , ma noi non abbiamo tutto quel tempo a disposizione e quindi optiamo per un trail alternato ad un trekking a passo sostenuto.

D’altro canto i 7 kg di zaino che portiamo sulle spalle non ci consente di fare solo ritmo trail… ma va bene così.

Si parte dalla stazione ferroviaria di Massa, cambio a Parma e si arriva a Bologna.

Le stazioni sono una fucina di personaggi e ne incontriamo subito un paio in partenza. Uno è un artista scultore che decanta le sue opere come fosse Leonardo Da Vinci, un altro sembra uscito da un fumetto. Ha l’aria di Superciuk il famoso supereroe avvinazzato. Sbanda pericolosamente sui binari. 

Gli diciamo di non fare scherzi perché abbiamo la coincidenza e non possiamo permetterci ritardi 😅.

Arriviamo a Bologna. Sul piazzale antistante la stazione l’orologio segna ancora le 10.25 di quel triste 2 agosto 1980.

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La struttura che ci ospita per la notte è un B&B che dista un paio di km in zona Saragozza.

Passiamo dalla bellissima Piazza Maggiore. Siamo in tenuta praticamente estiva ; pantaloncini e maglietta… il tramonto cala sulla piazza con il suo inconfondibile color arancio. Siamo carichi ! 

Nettuno ci da la sua benedizione.

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La serata si chiude alla trattoria Bertozzi, un’istituzione bolognese per la cucina tradizionale. Non possiamo dare completamente sfogo alla nostra passione, ma un buon piatto di prosciutto crudo e parmigiano apre le danze. E poi un bel pieno di carboidrati con un abbondante piatto di tagliatelle con ragù alla bolognese.

Due passi per digerire e due risate finali prima di coricarci.

Si dorme in quella che deve essere la cameretta di due bimbi piena di giochi e quadretti divertenti. Ci adeguiamo subito 🤣

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Sveglia alle 6, doccia e bella colazione al bar sotto casa… alle 7.05 del 6 ottobre parte ufficialmente il nostro “ ViaggioTrail”.

Imbocchiamo la lunga salita che ci porta al Santuario di San Luca attraverso 3 km di portici e scale. Un opera a dir poco straordinaria che ammiriamo con stupore.

Le interminabili scale ci fanno sentire più vicini a casa con i tipici sentieri liguri.

Al Santuario primo timbro sul passaporto che ci è stato rilasciato al momento della partenza. Al 5^ timbro hai diritto ad un gadget che ritirerai direttamente all’arrivo di Firenze presso il bookshop di Palazzo Vecchio.

Dopo la tortuosa salita, un altro tratto di asfalto in discesa ci porta su sentieri a noi più graditi. Si entra finalmente nel bosco fino a raggiungere il lungofiume Reno.

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Il terreno è secco e polveroso per lunghi tratti. Mentre Maurizio mi precede scatto qualche foto e faccio qualche video. Alla fine del viaggio ne conto in totale 203 😂.

Mi piace documentare le mie uscite e rileggerle a distanza di tempo. Un modo come un altro per rilassarsi.

A mezzogiorno ( di fuoco 🔥 ) finalmente si raggiunge la vetta del Monte Adone.

A proposito… la Via degli Dei è chiamata in questa maniera perché le montagne che si attraversano portano il nome delle divinità mitologiche romane.

Davvero particolare la conformazione morfologica di questa montagna. Sembra di attraversare un canyon dello Utah.

In questa prima tappa che ci porta al paese di Monzuno, questo tratto rappresenta la parte più bella dell’itinerario odierno

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Passa mezz’ora ed arriva il momento del BeerTime. 

Appuntamento fisso a metà e fine percorso della giornata, che si chiude dopo circa 40 km e 1500D+.

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Si alloggia all’hotel MonteVenere, un decorosissimo due stelle con annessa trattoria.

All’ingresso troviamo un ragazzo tedesco che è stato appena cacciato dall’hotel perché dopo essere stato ospite per due notti non aveva i soldi per pagare. 

Il sorriso da ebete e un numero spropositato di valige che si porta dietro ( a piedi !! ) mi fa pensare che più di un hotel ha bisogno di un ricovero in qualche clinica specializzata.

A cena si preferisce prediligere i carboidrati e così diciamo al nostro oste che non mangiamo il secondo previsto nel trattamento di mezza pensione ma di abbondare sul primo piatto.

Detto… fatto ! 

Arrivano due enormi pirofile. Una di casarecce con sugo di piselli e prosciutto ed una di tagliolini panna e prosciutto.

Era da una vita che non riuscivo a terminare un piatto di pasta . Un avvenimento veramente rarissimo. Ogni porzione superava abbondantemente i 2 etti 😅

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L’indomani sarà la tappa più impegnativa del percorso con 50 km ed altri 1600D+.

Maurizio non ha ancora affrontato due distanze così lunghe e ravvicinate e si addormenta con qualche dubbio sulla prova che lo attende l’indomani.

Io sono fiducioso, perché so’ che dove non arriva eventualmente con il fisico ci arriverà con la testa.

È così è stato !

Ci svegliamo con il buio e l’umidità che contraddistingue questi posti. 

Luce frontale accesa e si parte….siamo carichi a pallettoni 💪.

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Oggi attraversiamo la parte più bella del cammino, la famigerata Via Flaminia, famosa via militare costruita dal console Gaio Flaminio nel 187 AC in Appennino.

Questa si ipotizza, servisse a spostare velocemente le legioni tra Fiesole e Bologna.

Lungo la via si attraversa il confine tra Emilia e Toscana.

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Anche oggi un meteo a cinque stelle.

Il sole che albeggia ci mette subito di buon umore, le gambe girano, avanzando attraverso tortuose strade bianche.

Dopo una decina di km inizia una lunga salita che ci porta al Passo delle Banditacce ( 1204 m ); si tratta del punto più alto della Via degli Dei. 

Il bosco è di un colore verde smeraldo ;

calpestiamo le millenarie pietre della Via Flaminia immaginando le truppe della famosa Legione Gemina di cui troviamo il simbolo.

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La “ Legione Gemella” è storicamente la più degna di nota delle legioni che furono condotte da Giulio Cesare nelle sue campagne in Gallia e anche nelle successive guerre civili.

È soprattutto la legione che per prima passò il Rubicone il 10 gennaio del 49 AC.

Ci scambiamo battute tipo “ Caro console che ne pensa del tragitto odierno ? È di suo gradimento ? “

“ Da pretore di questi luoghi avrei fatto costruire qualche taverna in più ! “ 

E così parlando di taverne controlliamo la nostra traccia GPS per vedere se nei dintorni possiamo fare il nostro consueto BeerStop. 

Dobbiamo rimandarlo di qualche ora. Nessuna traccia di civiltà fino al Passo della Futa dove arriviamo intorno alle 11.30.

Poco prima di arrivarci facciamo una sosta al Cimitero Monumentale Germanico della 2^ guerra mondiale che ospita più di 30.000 soldati tedeschi caduti durante l'offensiva alleata alla linea Gotica

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Superata la grande rotatoria del Passo, ci tuffiamo di nuovo nel bosco. 

Una salita impegnativa ci porta all’Antico Passo dell’Osteria bruciata…. Dannazione! La nostra birra deve ancora attendere 😂.

Ci accontentiamo di fare rifornimento idrico alla Fonte del Cigno con acqua cristallina e fresca.

Fortunatamente il tratto odierno si è corso dentro il bosco, al riparo dal sole, che oggi picchiava di brutto. 

Ora il percorso si fa tutto in discesa e finalmente giungiamo a Sant’Agata, il primo centro abitato di questa 2^ tappa.

Il bar del paese brulica di escursionisti, la birra scorre a fiumi come i taglieri di salumi e formaggi appoggiati sui tavoli.

Ci rinfreschiamo ad una fontana e ci riposiamo su una panchina con il nostro boccale tanto desiderato.

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Mancano pochi km a San Piero a Sieve, siamo stanchi ma soddisfatti della prestazione odierna.

Alle 16.30 arriviamo in paese. Qui alloggiamo in un appartamento del centro storico. Una bella doccia in attesa della cena. 

Proseguiamo con la nostra dieta mediterranea 😅… che prevede Pici all’Aglione !

Al momento di pagare il conto ci accorgiamo che c’è qualcosa che non va’… 91 € per due piatti di pasta, due antipastini di verdure, due birre e un caffè.

Mmmmmm… fammi controllare ! Senza batter ciglio erano stati aggiunti 5 dolci, senza nemmeno fare una battuta, magari scherzosa, visto che eravamo solo in due !

Vengono decurtati subito 35 €… bravo, ma non farlo più. 

Si rientra in camera. Mettiamo sotto carica tutti i nostri dispositivi e click… buonanotte 🌜.

Ore 6 ⏰ ⏰⏰. Ultima tappa.

Prima di colazione ci prepariamo due panini con della mortadella tartufata che troviamo nel frigo. Gentile omaggio della signora che ci ha affittato l’appartamento.

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Chi ben comincia bene finisce dice il proverbio.

Le gambe stamani sono un po’ imballate ma bastano pochi km per rimetterle in ordine e proseguire nell’ avvicinamento al capoluogo toscano.

La prima parte prevede due salite impegnative nei pressi della Villa Medicea del Trebbio fino a raggiungere un bosco dominato da lecci e castagni.

Una luce primordiale attraversa il fogliame creando un’immagine celestiale.

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Anche oggi il caldo si fa sentire; sembra che le mezze stagioni siano sparite.

Ci sentiamo sempre di più vicino alla meta e proviamo a spingere su diversi single track che scendono da Poggio Pratone.

Visto che è domenica incontriamo diversi gruppi escursionistici che rimangono meravigliati dal nostro ritmo… evidentemente non conoscono il trail running. Prima di entrare nel lungo tratto asfaltato che ci porta a Fiesole incontriamo due posti singolari.

Il primo è un piccolo altare buddista immerso nel bosco.

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Il secondo è sulla vetta di Poggio Pratone, detto il “Tetto di Fiesole”, dove viene rievocata la battaglia di Montereggi tra Romani e Ostrogoti

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Ancora poco e arriviamo a Fiesole dove veniamo raggiunti da Fabio, un altro cinghialaccio 🐗 fiorentino e compagno di tante uscite.

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Ci offre birra e panino nella piazza principale del paese. È venuto con la funzione di comitato d’accoglienza e noi apprezziamo questo suo gesto di autentica amicizia.

Intanto a Firenze arrivano le due sante donne ( Cristina & Patrizia ). Al telefono rimaniamo d’accordo di trovarci in Piazza della Signoria. Ci raccomandiamo di fare un breve video del nostro arrivo come ricordo.

Da Fiesole veniamo giù a buon ritmo… è tutto asfalto e ci adeguiamo. 7 km circa di bitume bollente non è il massimo dopo aver percorso una trentina di km.

Ore 15 di domenica 8 ottobre arriviamo trionfanti in centro a Firenze.

La Via degli Dei è completata.

Ma quelle sante donne dove sono ? La piazza è grande e affollata di turisti, che guardano questi due elementi sporchi e sudati.

Semplice …hanno sbagliato piazza è stanno degustando un bel calice di Chianti.

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E cosa vuoi dirgli ?!? 😂🤣😂

Ci sediamo sui gradini di Piazza della Signoria, per dirigersi poi in stazione centrale, dove ci laviamo e cambiamo nei bagni pubblici.

Cambiati e profumati ci dirigiamo a ritirare la mappa del nostro cammino che è il gadget promesso in base al numero di timbri che metti lungo il cammino.

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Un esperienza che rifarei domattina… ci sono comunque nuovi progetti nel cassetto.

Alla fine non importa dove vai, ma con chi vai. Grazie Mauri.

Alla fine sono i passi brevi che ci faranno compiere lunghe distanze… non avere fretta, passo dopo passo arriverai ovunque.

E con dice Salman Rushdie ( che non conosco assolutamente 😅 ).. “ Nel biscotto della vita, gli amici sono le gocce di cioccolato “

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FINE 😅😅😅

Tags: GirisuiMonti, Tonelli

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