Pasqua Trail 2017 sul Monte Morello 934m di Gabriele Ianett

La B&B (Bussino Band) decide di organizzare un allenamento collettivo la mattina della domenica di Pasqua. Alberto (il Coach) lancia il guanto della sfida. Gli adepti (Gabriele, Pietro e Filippo) lo raccolgono (a chinarsi è sempre Pietro). Tra braci da accendere e mogli in ansia, l'unica opzione percorribile risulta quella di trovarci ad un orario più vicino al sabato sera che non alla domenica mattina...si parte a buio...deh! O diteglielo voi a Pietro. Ogni volta la solita solfa: A me correre di notte un mi garba e non vengo...a che ora passi a prendermi?

Il ritrovo è fissato per le 5:30 a Sesto Fiorentino, in un luogo abbandonato anche dal navigatore.

Il mio gallo canta alle 3:30 e la prima lode di ringraziamento per questa ennesima trovata viene impressa sulla chat di WhatsApp. Mentre cerco di tenere gli occhi aperti, fissandoli in posizione con due stuzzicadenti spezzati, continuo a ripetermi come un mantra: ma perchè? ma perchè? ma perchè? Proprio mentre quella vocina dentro se la ride come una matta e mi dice...ma cosa ti lamenti? Se è proprio questo che ti garba...ha ragione lei.

Colazione rinforzata, trucco (fondotinta e mascara non te li vuoi dare? Sennò Pietro non mi bacia), vestizione e alle 4:20 in punto sono sotto casa di Pietro. Bacino. Si parte, caliamo la rete. Alle 4:45 la rialziamo e peschiamo Filippo. Raggiungiamo il punto di incontro grazie ad una intuizione di Pietro perché le indicazioni date da Filippo erano state così precise da farci entrare in confusione...mi raccomando!!!..non dovete mai e dico mai...lo ridico per sicurezza...MAI chiedere a Filippo di mandarvi il punto GPS del luogo dove incontrarvi, perchè a ritrovarvi in Tanzania, anziché sotto la Torre di Pisa, è un attimo.

Durante il viaggio intavoliamo una discussione sul Paradosso del gatto di Schrödinger. Veniamo quasi alle mani. Per calmarci ci fermiamo a prendere un caffè. Ore 5:29 siamo sotto casa Bussino. Vorrei bussare ma lui è (già sul)lo zerbino fuori di casa che si sta vestendo. Monta in macchina anche lui e mentre ci dirigiamo al punto di partenza si unisce anche lui alla discussione sul Paradosso del gatto di Schrödinger. E' talmente preso dal discorso che non si ricorda più da dove dobbiamo partire...gira di qua, passa di la...si va da qui, no c'ho ripensato si va di là...o forse era meglio laggiù...il gatto nel frattempo è morto sicuiramente: abbiamo risolto il Paradosso!

Finalmente dopo aver girato vanamente per i monti limitrofi, ed aver schivato per un niente un capriolo aspirante suicida, trae il dado con una frase ad effetto...parcheggia lì!

Scendiamo, ci prepariamo. Alberto cerca di mettermi ansia mentre mi metto le scarpe. Lo ignoro. Insiste. Lo offendo. Mi sfotte. Lo ricatto di non dargli la birra (che gli avevo portato...). Smette.

Partiamo. Indecisione...di qua? No, di la. Anzi, passiamo da lì. Imbocchiamo il sentiero che si è quasi fatta l'ora di tornare. Iniziamo a salire quando ci troviamo ad una quota di circa 300 m.s.l.. Entriamo nel bosco boscoso. Accendiamo le frontali e saliamo. Alberto chiacchiera. Io lo ignoro. Pietro lo offende. Filippo cerca funghi. Albeggia. Ci godiamo l'alba. Non è vero. Saliamo su un single track veramente carino, disegnato su una pendenza che si lascia correre, ma con fatica. Corriamo e camminiamo. Camminiamo e corriamo. Filippo fa funghi. Ci avviciniamo alla vetta del Morello e da buon Coach, Alberto dispensa consigli e ordini ai sudditi: “Filippo, mancano 200m alla vetta, corri fino in vetta e guarda i battiti”. Alzo la testa e Filippo è sparito. Arriviamo in vetta quando lui ha già preparato una braciata e apparecchiato nella capanna appena costruita con rami trovati durante l'ascesa. Ah, i suio battiti in vetta erano a 120. Io nemmeno mentre dormo.

Foto di rito. Foto di grido.

Scendiamo...e qui Bussino dice la sua...avviatevi che tanto vi raggiungo. Faccio il vuoto. Arrivo ad una specie di bivio e mi fermo. Aspetto indicazioni precise su dove andare. Arriva Alberto al quale, da lontano, chiedo...a sinistra? Segue silenzio...a sinistraaaa?? segue silenzio...a sinistraaaaaaa? Aspetta di avermi ripreso e poi dice..sì sì! Ti piace vincere facile è? Passa avanti lui, prova ad allungare. Ma non mi stacca. Allora da la colpa alle scarpe. Poi è troppo scivoloso. Poi...ops, la discesa è finita, arriviamo insieme. Gli altri non arrivano. Vuoi veder che qualcuno è caduto? Dico io...Arrivano i due ritardatari con il sorriso del bambino che ha messo il dito nella nutella. Allora guardo le gambe di Filippo...mota, graffi e striature sanguinolente. Nooo, Filippo è caduto! Allora gurdo subito le borracce...questa volta ci sono tutte!

Riprendiamo a scendere in un secondo canalone abbastanza pericoloso perchè pieno di rocce grosse e scivolose. Pietro si mette a fare un filmato a noialtri che scendiamo. Ci divertiamo come matti, proprio come i bimbi. Siamo bimbi.

Pietro mi intima di rallentare, offendendomi in tutti i modi leciti e soprattutto in quelli illeciti. La sua preoccupazione è che io cada e mi faccia male...ma non tanto per la mia salute in quanto tale, ma bensì per il rischio di dover andare da solo a fare la Dolomiti Extreme Trail.

Il sentiero spiana, loro chiacchierano, io allungo un po. Li aspetto. Facciamo l'ultima salita che ci riconduce alla macchina.

Alberto è stanco, ma si mette a fare come la capomucca che vuol sempre entrare per prima nella stalla. Una volta che è a metà dell'uscio, si ferma e blocca le altre. Lui fa uguale, fa piccoli scatti, si mette davanti e poi si ferma. Ci fa tenerezza e allora rallentiamo il passo fino alla macchina. Ci disassembliamo e ripartiamo sulla quattroruote.

La Deadline è a casa Bussino per le 7:40. Sono le 7:39 e parcheggiamo. Sfottò di rito, auguri pasquosi, ricerca di birre scomparse, baci&abbracci, tarallucci&vino. Ripartiamo.

Paradosso del gatto di Schrödinger. Ma Pietro si appisola. Filippo spippola. Il gatto dorme. Riconsegno ognuno alla propria vita. Sono le 8:50 del mattino e sono davanti al cancello di casa.

Prima volta sul Monte Morello: sono rimasto sorpreso in positivo dalla bellezza dei sentieri. Ottimi per allenarsi. Ci sono sentieri per tutti i gusti...salite e discese tecniche ma corribili (...per esperti discesisti, altrimenti si rischia la musata), salite e discese dove correre in assoluta sicurezza. Bella esperienza. Grazie ad Alberto per averci sopportato. Grazie a Pietro e Filippo perché in tre abbiamo sopportato meglio Aberto.

Ma alla fine, il gatto è vivo o morto???

 

Ah gia...Buona Pasqua

Tags: Ianett, GirisuiMonti

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