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La Corsa della Bora 2021 di Fabiano Picco

Ricominciamo le gare trail, dopo un luuuungo stop Covid...

Gli organizzatori di Sistiana (Trieste) hanno il pelo sullo stomaco e con grande coraggio mettono in piedi questa gara rispettando tutte le indicazioni e i protocolli richiesti dalle norme Covid.

Alla fine ci saranno 1800 concorrenti, divisi su 6 gare. Le partenze saranno in tutto tipo 90... organizzazione da paura!

Non avevo in programma di andarci, ma se continuavo a non fare un caiz sarei morto obeso sulla tavola da pranzo. Un mio amico ci va, mi convince ad iscrivermi un mese prima e provo a recuperare un pò di quella forma che pian piano avevo perso (continuavo a correre, ma sempre troppo poco...). Mi iscrivo alla 57 km che è effettivamente TRAIL, c'è anche una 80 km ma è più da stradisiti. L'anno prima avevo provato a fare i 164 km e mi ero ritirato a 122.

Briefing della sera prima, 09 gennaio: Ci sarà bora a 120-150 km/h, temperatura percepita ben sotto i -5°, morirete tutti. Ok, la serenità ora c'è, dormirò tranquillo.

Sveglia alle 3.45 dopo 4-5 ore di sonno agitato. Entro in bagno, mi guardo allo specchio. Sembro stanco e stracurato, non mi taglio i capelli da 2 mesi... sovrapensiero salgo sulla bilancia. Cacchio... peso 7 kg più dell'anno scorso... Scioccante... però... un pensiero passa per la mia testa: sono i capelli! Quanto possono pesare i capelli lunghi di 2 mesi? Sicuramente sono i capelli. Sicuramente. Metto poco gel per evitare di caricare la testa ulteriormente.

Prendo tutto e parto a recuperare il mio amico Daniele, andiamo in macchina assieme rispettando rigorosamente le regole covid: mascherina e cassa di birra nel cofano per il post.

Arriviamo a Sistiana, ci danno una bustona dei rifiuti in cui inserire la borsa del cambio da mettere nel campo sportivo, ben ordinate per numero. Hanno creato dei settori, ogni 100 borse c'è una corda tesa. Porto la mia borsa nel settore destinato con il pettorale in mano... la bora a 150 all'ora mi strappa di mano il pettorale e me lo porta via... 3 secondi ed è già in fondo al campo, io parto con una corsa a balzi, saltando le corde, passando sotto altre, evitando borsoni, cavalcando transenne fino ad atterrare con un placcaggio sul pettorale. Ok! Riscaldamento fatto.

Andiamo verso il bus, la fermata è a 800 metri. Cacchio... sono le 6.14, il bus è alle 6.20... niente... ripartiamo con il riscaldamento, facciamo 800 metri ad una media di 3.40. E anche le ripetute sono state fatte. Daniele mi manda a fanc... io non ci vado: devo prendere il bus adesso.

 

Ci sono due bus, uno va in spiaggia ed è pieno di gnocca, l'altro va alla partenza dei trail. Ora... non ho capito perché ma abbiamo preso il secondo.

Arriviamo alla partenza alle 7.00, la gara parte scaglionata, siamo in una 40ina che parte a quest'ora, ognuno parte quando preferisce, tanto i tempi verranno presi real-time. Ce la prendiamo comoda, praticamente partiamo per ultimi, dopo un 5-10 minuti (setta la traccia sull'orologio, togli lo strato di vestiti di troppo, metti la frontale, cambia l'acqua al pesce...).

Dopo 10 minuti di corsa ho già richiamato indietro 30 persone che stavano sbagliando strada in vari bivi e mi trovo primo del gruppo... ma saprete individuare le balise catarifrangenti... benedetti...

Mi lascio sorpassare, non è mia intenzione tirare da subito per poi morire per strada. Tanto arriverò primo lo stesso (see….).

Dopo mezz'ora tolgo la frontale che sta schiarendo.

Correndo fa caldo, tolgo cappello e guanti, apro addirittura un po’ l'impermeabile a  momenti.

Il mio amico corre più veloce, anche se ha poca esperienza di ultratrial pian piano mi lascia indietro.

Primo ristoro a 1 ora e 15, ben organizzato: gel lavamani, sacchetti pronti con le etichette di cosa contengono, si prende cosa si vuole, si riempie la borraccia, si esce e si mangia e beve fuori distanziati. Se uno vuole prendere ancora qualcosa fa un altro giro.

Riparto.

Carso, tanto Carso, rocce, speroni, aria. Mi superano persone partite mezz'ora dopo di me, con le ali ai piedi. Io tengo il mio passo. Si sale, si scende.

Arriviamo ad una cimetta rocciosa (cippo Comici), un colle tra due vallate. 3 metri prima della cresta c'è uno del soccorso alpino: "Attento che subito c'è tanta aria, abbiamo messo delle corde, tieniti". Seee... peso 92 kg... e chi mi muove? E così scopro che le folate di bora possono letteralmente alzare di peso un botolone di 92 kg... mi butto a terra e procedo camminando a gatto per qualche metro. Poi mi alzo e procedo piegato, sferzando il vento, salutando i vari volontari che trovo nei prossimi 20 metri... che guduria!

Si risale, e si esce da dietro la montagna verso un panorama stupendo: vista mozzafiato sul golfo di Trieste, sotto a me la città e davanti il mare, che da qui sembra calmo con delle righette di schiuma bianca che posso definire carine. I fischi del vento creati dal bosco attorno a me mi lasciano intendere che quel mare in questo momento deve essere decisamente inospitale. Per fortuna non ho preso il bus della spiaggia. Peccato per le gnocche, mannaggiailcribbio.

Si scende.

Il secondo ristoro sul sito era indicato a 17 km ma non c'è, questo imprevisto mi crea un pò di disagio. A 20 km guardo dietro il pettorale dove c'è l'altimetria con indicati i ristori, lì è indicato a 22. Mi faccio coraggio e comincio a spingere, supero un 10 persone in 2 km. Inspiegabilmente tra queste persone c'è anche il mio amico Daniele! Ciaoooooo!

Il ristoro è gestito da militari, avevano troppo freddo e non hanno montato il gazebo, preferendo una soluzione dentro il rifugio in mattoni (probabilmente "i 3 porcellini" docet, con il mattone il lupo può soffiare quanto vuole). Questo fa in modo che bisogna mettersi in fila ed aspettare... faccio la coda 2 volte prima per mangiare e poi per riempire bene le borracce... 20 minuti in tutto. E mi sono raffreddato.

Parto con le mani ghiacciate, mi rimetto i guanti. Per fortuna c'è salita e mi scaldo subito. Appena torna il sangue alle dita mi scottano! Un male cane, sembra che mi esplodano le falangi... 20 secondi e poi si riassettano ad una temperatura gradevole.

Ri-supero e lascio indietro il mio amico (che era partito prima dal ristoro).

2 miniristori con solo roba da bere a distanza di ¾ d’ora. Provo il the caldo in entrambi. Con il vento il the caldo ha una temperatura tra i 5 e i 7°C. A posto...

In alcuni momenti nevica, nemmeno fiocchi, palline ghiacciate che volano leggere e creano un’atmosfera lieta, effetto vigilia di natale, ma più fredda. Molto più fredda.

Ormai è mezzogiorno, corro da 5 ore, nel mezzo dei monti, con la bora a 120 e famiglie con bambini piccoli a fare le passeggiate... ma non state bene... ma state a casa! Ma chi ve lo fa fare di andare in giro nel freddo? Ah, aspetta... anch'io sono qui... sto zitto, dai.

A momenti mi accorgo di essere mentalmente ed emotivamente stanco (piango e rido, provate voi, quando siete stanchi... è un attimo, sembro una donna in piena fase premestruale, in cinta e che ha appena partorito. Contemporaneamente). E' il caso che mi trovo un compagno di supporto sennò tra un po’ mi parte lo sclero. E magicamente Daniele mi raggiunge. Facciamo 1 ora e mezza assieme e mi riequilibrio, altro che Xanax! Il passo ormai è definito, vado a 6.00-6.30-7.00 a km, ogni tanto camminiamo e poi ripartiamo corricchiando, a velocità di crociera.

Ristoro di Opicina, 6 ore e 15 invece delle 6 ore previste, sto tendendo vergognosamente il passo rispetto alla mia previsione. Sono fiero di me. 2 bicchieri di brodo, formaggio, mortazza, ma parte un po’ la nausea e non finisco tutto.

Ripartiamo, dopo 5 minuti il mio amico comincia a staccarmi, non riesco a stargli dietro, lo lascio andare. Io ho un po’ di movimento di stomaco, rischio di abbellire il paesaggio con la mortazza e il formaggio masticati pochi minuti prima. Resisto.

5km di ciclabile, a destra ho giusto una piccola cresta di monte, che mi nasconde dalle sferzate d’aria, a sinistra il mare, 300 metri sotto di me, molto bello. Un po’ bosco, un po’ aperto, famiglie che camminano, anziani, giovani, corrono, camminano, sembra di essere sul lungomare ma nessuno è in costume e fa freddo. Forse che fa freddo l’avevo già detto, ma è giusto puntualizzare. Ci sono punti in cui ci sono pareti di roccia e “ragazzi diversamente giovani” che fanno roccia, bici che scorrazzano. E’ proprio una zona di gente a cui piace stare all’aperto. Bravi.

40 km, 8 ore, chiamo la famiglia per dire che va tutto bene (sante chê femine!).

Si vede là sotto il castello di Miramare, con lo sfondo del mare blu, e io che corro quasi fluttuando nel cielo, è una bella sensazione vedere le cose dall’alto.

Dopo Prosecco (che è il nome di un paese) si entra in un sentierino tra gli orti, molto carino, stretto, a destra e sinistra orti, o siepi, ogni tanto ci sono pezzi di mura di pietra, di roccia color ocra/verdognolo, ricoperte qua e là di muschio verde fluo o di edera, il sentiero è tutto un sali-scendi di terra e scalini di pietra irregolare. Un paio di km così. A un certo punto il sentiero si tuffa tra due mura alte 2 metri, ricoperte di muschio e tanta edera da riuscire a formare un tetto sopra il sentiero, sembra di entrare in un posto fatato. Un posto anche stretto, ho 5 cm di aria per parte da spalla a muro. Le gambe volano, mi sento bene, mi sento gasato. Finisco un avvallamento e vedo la strada che mi aspetta, 3 corridori saranno a 1 km da me: target aqqqaiiird! Adesso li prendo. Accelero leggermente e scendo, voglio superarli. Prima di raggiungerli trovo una ragazza ferma ad un bivio, mi chiede di fare un pezzo di strada con me, sta girando in tondo e non capisce come continuare la gara. Mi si accoda e procediamo. Io tengo il passo veloce, voglio superare sti 3. Li supero ma perdo la ragazza, la aspetto… uno mi ri-supera.

La incito e lei aumenta il passo. E prendiamo Daniele. Da qui 12 km di pacchia, teniamo il passo, superiamo. Siamo in 3 e non ci ammazza nessuno.

6 km all’arrivo, c’è una deviazione, fanno la foto davanti ad una grotta e poi si rientra nella strada principale. Uno ci supera tagliando. Bastar… ma che birichino! Rimurgino un po’, lo raggiungo 500 metri dopo: “Sai, c’era gente che ci faceva una foto nel bivio, probabilmente hai saltato un checkpoint”. Il tipo si blocca. Non sa cosa fare. Dopo 500 metri mi guardo indietro, non c’è. L’ho stroncato con una “frase innocente”… certo che sono bastar… birichino!

E continuiamo a correre, i crampi si fanno sentire, ma via a 6.30-7.00, tenendo il passo e superando uno ogni tanto. Mancano 500 metri e c’è un volontario che comincia a correre con noi, per indirizzarci all’arrivo, fa 300 metri con noi, condividendo la nostra gioia. Veramente un grande, non dubito che abbia corso questi 300 metri con ognuno dei 1800 corridori!Arrivo 1

All’arrivo si sente il vocalist Gilbo che urla e sbraita dando energia anche alle montagne e arriviamo finalmente alla medaglia, niente docce calde purtroppo.Birra Ghiacciata

Tanta soddisfazione, apriamo la cassa di birra che non era nel frigo ma aveva una temperatura vicino allo 0 naturalmente. Ne beviamo una, ed è già tanta roba con il freddo che abbiamo addosso…

9 ore e 36, avevo previsto 9 ore e 30 quindi benone. L’anno scorso ci avrei messo 1 ora in meno ma pace. Devo assolutamente tagliarmi i capelli.

 

 

Tags: Trail, Picco

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