Challenge dei Monti Pisani di Filippo Carloni

"Sei troppo alto e pesante x correre in montagna..." questa è stata la frase che mi ha spinto ad iscrivermi al challenge dei monti pisani. Avevo appena reiniziato ad allenarmi a fine nov.16', dopo la mia solita stagione funginea, quando ebbi l'occasione di fare un uscita col mitico Pietro Leoncini, persona squisita e grande conoscitore dei monti pisani...facemmo un bel giro dalle parti del faeta e quella chiacchierata con lui mi diede un non so che di carica, mi iniziai ad innamorare non di pietro ma di questa disciplina...da quel giorno a testa bassa ( anche perché sennò nelle cinghialaie le scope le mangiavo ) iniziai a mantenere una costanza di allenamento fino ad arrivare al primo appuntamento il trail del monte penna 30km 1300d+...fu una gara iniziata sotto la pioggia e finita sotto la pioggia, nn mi fermai mai a nessun ristoro, mi idratavo e mangiavo costantemente...percorso non difficile e che avevo già provato due settimane prima con Pietro...quest'ultimo insieme al nostro caro amico Gabriele Iannet dovevano essere presenti ma vuoi per la giornata di merda o vuoi per la sbronza della sera prima, sicuramente più x la seconda, mi cacarono da solo.

Senza titolo 1

Comunque andò discretamente chiusi decimo in 2h58m e salvai un ragazzo dal collasso totale offrendogli la mia barretta a 7 km dall arrivo...come mi disse il 

mio istruttore di paracadutismo "il paracadutismo è per tanti ma nn x tutti..." 

La settimana stessa della gara tutti e tre eravamo stati ad un incontro informativo sul trail running a Reggello dove a parlare c'era nn che popo di meno colui che sarebbe diventato il mio attuale allenatore, Alberto Lazzerini in arte Bussino...persona da una parola e via, 

non gli basterebbero tutti i rotoli di cartigienica della foxy prodotti negli ultimi 10 anni...cmq battute a parte iniziò ad allenare me e Gabriele, o per meglio dire iniziò a romperci il culo.

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La settimana successiva si chiuse con la seconda tappa del challenge, il vertical faeta 3.5km 800d+ , stavolta il tempo fu clemente ed io feci la mia sporca figura chiudendo in sesta posizione con 38', un muro che conoscevo abbastanza bene ma che cmq mi fece salire il cuore in gola...

Gli allenamenti di bussino iniziarono ed io mi accorsi di quante lacune avessi, giustamente dopo 20 anni di pallacanestro che cavolo ci volevo capire di corsa !!!
Senza titolo 3I giorni passavano e i fantastici 4 si amalgamavano sempre di più...e i risultati negli allenamenti si iniziarono a vedere, la gamba girava il fiato nn mancava," vedi un po se ci devo credere x davvero a questo challenge..."era quello che iniziai a pensare...la classifica fino a quel momento mi vedeva in seconda posizione a qualche secondo dal primo...tutti i giorni appena sveglio suonava il telefono.."Buongiorno finocchi, buongiorno phie.." o era Alberto o Pietro o Gabriele, ma poco importava chi fosse, tutti i giorni il pensiero era sempre li sulla corsa...

Senza titolo 4

Il 5 marzo arrivò e con lui il gran premio del monte serra 9.266mt 800d+ terzo appuntamento del challenge...gara che avevo già fatto due volte in 51e 49 min. Stavolta ero curioso di vedere in quanto avrei potuto concluderla  onostante avessi solo 3 settimane di "preparazione seria"...i ragazzi mi caricarono ed io sotto una pioggia battente e un freddo cane conclusi in 46min ottenendo la 17 posizione e la testa del challenge con un distacco di circa 2 min....allora iniziai a pensare fra me e me... 

Bussino ci capisce veramente qualcosa ci credevo sempre di più a questo titolo e la mia testa giorno dopo giorno pensava solo alla montagna e alla strada...ripetute, progressivi, bombe a mano insomma ero carico come una mina, nn vedevo l'ora di arrivare al 19 marzo...nn mi scorderò mai l'allenamento che mi fece fare il lunedi della settimana della gara, roba da matti..gli dicevo ma sei sicuro, ripetute in salita che per me erano completamente nuove, mi diceva fidati ed io mi fidai ed ebbe ragione (quante volte gli ho detto questa frase..."avevi ragione.."). 

La domenica della gara ero concentrato sapevo quello che dovevo fare, partire piano fino al 23imo km poi aprire a manetta...avevo visto negli iscritti che il mio diretto avversario il giuntoli aveva il num. 47, o almeno pensavo fosse così... 2h e 4min..  pronti attenti via si parte 46km con 3000d+ le gambe volavano ed io dentro di me ripetevo "vai piano vai piano..." nei primi tornanti in salita passavo le persone a tre alla volta fino a che nn scorsi un gringo senza numero sul sentiero che portava in verruca..chi voi che fosse Pietro!!!Gli chiesi chi avessi davanti ma lui mi disse fregatene vai vai!! ("...ricordati testa e cuore..") Senza titolo 5Percorsi i primi 20km con un ritmo lento, almeno x me era lento, in arrivai prima di santallago e chiesi a due donne che segnavano il passaggio chi avessi davanti, loro mi risposero che avevo il num. 79 e il 47 a circa dieci minuti...il 47!?!?!? Maremma impestata devo iniziare a pigiare sull acceleratore...salgo sullo spuntone scendo come se nn ci fosse un domani fino a campo di croce...mangio un paio di fette di pane con la marmellata al ristoro riempo le borracce e via verso il faeta.Senza titolo 6 Già da prima dietro di me c'erano un ragazzo giovane del nord e un altro atleta più grande, quest'ultimo soffriva la discesa mentre il primo la salita...insomma mi avviai verso il faeta e dopo poco anche se avevo un buon ritmo sui 4'30/km mi passò il giovane...nn mi preoccupo' più di tanto perché sapevo che sulla salita successiva lo avrei ripreso, e così fu lo passai e arrivai in cima e via giù dal faeta...il pensiero era su quel 47, ma dove cavolo era finito?? poco dopo scivolo e casco ma per fortuna mi rialzo senza problemi...il giovane mi passa ed io riparto giù x quei due single track che portavano al passo di Dante...volo con quel pensiero del 47 in testa, vado sempre più forte fino a quando il mio piedino da fata taglia 49 non aggancia una radice e come Tania Cagnotto mi tuffo in avanti e rotolo pesantemente a terra infilzandomi la mano in una scopa tagliata...Senza titolo 8che botta, mi rialzo dolorante e sanguinante, il pensiero del challenge perso mi demoralizza terribilmente, ancor di più quando ripartito poco dopo arrivo al passo di Dante dove mi accorgo di aver perso entrambe le borracce e il pettorale...un errore madornale quello di nn aver controllato il materiale dopo la caduta...tornai indietro perdendo nn so quanti minuti, mezzo troncato col morale a terra..ritrovai 1 sola borraccia e il numero, mi rimisi in cammino di nuovo fino al passo di Dante...lo scesi e davanti a me vidi una persona dello staff che mi indicò la direzione ...percorsi il sentiero 115 con le cosce e le ginocchia che mi chiedevano pietà fino al successivo ristoro dove ritrovai il cinghiale dall'animo buono, Pietro il quale cercò di ricaricarmi mentalmente, ma io ero sfavato, distrutto, demoralizzato...

Senza titolo 7continuai verso il mirteto quel muro dannato di radici e pietre, ma lo salii discretamente forse la rabbia si stava trasformando in energia e gli sforzi fatti durante gli allenamenti mi ripagarono in quel momento...poi scesi giù fino in paese chiudendo in 5h36min...al traguardo trovai la mia ragazza con la nostra canina, mia suocera e mia cognata, ma ero troppo incazzato per poter parlare, troppo amareggiato per aver perso il challenge.. mi recai all ambulanza dove mi medicarono e poi dritto a fare una doccia per poi potermi rifocillare e bere una dannata birra!!! Poco prima di andare via iniziarono le premiazioni e dissi alla mia ragazza "andiamo a sentire chi premiano.." i primi tre uomini assoluti li avevano già premiati ed io nn li avevo sentiti, ora toccava ai primi tre uomini amatori, "partendo dalla terza posizione con il tempo di 5h 43...al secondo posto con 5h 38 giuntoli col num. 48"...cosaaaa?!?!! Ma allora nn era il num. 47 bensi il 48...in quel momento una luce di stupore e allo stesso tempo di gioia mi si accese negli occhi, ebbene si avevo vinto il challenge e la prima pos. Amatori...avevo passato l'intera gara con la convinzione che il mio rivale fosse il numero 47 e invece nn lo era...che popo di brodo son stato ma come si dice tutto è bene quel che finisce bene.

Il segreto è avere degli amici che ti piglian per il culo tutti i giorni ...ma che al momento del bisogno giorno o notte che sia ti accompagnano su e giù per i monti.

 

 

 

 

 

Tags: Trail, Carloni

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