Quadrifoglio Ultra Trail 2016 60 km di Pietro Leoncini

Partiamo venerdì pomeriggio io, Chiara e Letizia con il camper di Chiara.
Arrivati a Borgo Val di Taro parcheggiamo la nostra casa viaggiante e andiamo a ritirare il pettorale, e visto che ci siamo ci facciamo una bella birretta ghiacciata, tanto per gradire.
Alle 20 siamo di nuovo con le gambe sotto ad un tavolino, questa volta per il pasta party. Tutto il cibo servito è stato preparato dai ragazzi della locale scuola alberghiera; non vi dico la bontà e la quantità di cibo ingurgitato, il tutto naturalmente annaffiato da buona birra.
Dopo il briefing, tutti a letto, che domani io e Chiara saremo sulla 60 km e Letizia nel pomeriggio sulla 24 km.
La mattina ci svegliamo un po´ insonnoliti, io e Chiara non abbiamo dormito molto, forse la tensione pre-gara. Letizia è fresca come una rosa, ha dormito come un ghiro. Colazione, vestizione, e ci dirigiamo al gonfiabile dove partiremo alle 8 in punto.
Prima dello start incrociamo il Guru (6° nella 60 km e primo sul podio di categoria) e il Matteoli (vincitore della 60 km) facciamo due chiacchiere, e scazziamo parecchio. Chiara viene anche intervistata da una rete televisiva locale. Io e Letizia ci schiantiamo dalle risate nel vedere la scena.
Pronti via. Ogni uno tiene il suo passo, e farà la sua gara.
Parto piano cercando di capire se i miei problemi al ginocchio sinistro sarebbero riapparsi. Salgo il monte Molinatico alternando corsa a camminata, per scelta non ho portato i bastoncini, arrivo in vetta in un’ora e 48 minuti. Anche in discesa cerco di trattenermi. Finisco il primo petalo di 27 km e 1200 d+ circa in 3:20 al 26esima posizione senza alcun dolore. Mangio, e bevo a volontà e visto che posso prendo dalla sacca i bastoncini. Riparto e sul ponte, in un pezzo in comune tra primo e secondo petalo, incroci Chiara, ci salutiamo con un cinque, è tranquilla e sorridente come sempre.
Da qui in poi fino a passo del Borgallo, il percorso è in comune con la Abbots Way che ho appena corso un mese fa. Conosco bene il percorso e inizio a spingere in salita. Arrivo al km 44 in 6:12 in località Zum Zeri recuperando 10 posizioni. Anche qui mangio e bevo molto al ristoro. Faccio l´ultima salita sulla pista nera della stazione sciistica e mi butto forte in discesa. Il ginocchio regge bene e corro quasi tutti i tratti della lunga discesa. Mi fermo solo ad un ristoro dove mangio un pezzo di salsiccia arrosto e un bel bicchiere di birra gelata.

Chiudo la gara in 8 ore e 5 minuti in 16esima posizione, con pochi dolori al contrario della Abbots Way dove ero moribondo.

Dopo la doccia e un pasto non meno succulento del giorno prima, abbiamo ripreso il camper e siamo rientrati a Pisa.

Nella sua semplicità di percorso, senza grosse difficoltà tecniche, i ragazzi dell´organizzazione hanno creato questo ultra trail di 100 km (60 km, 24 km e 13 km non competitiva) per far avvicinare i meno esperti a questa distanza. Ti senti sempre protetto dall´alto numero di personale sul percorso, tutti molto gentili, e ristori sempre ben forniti di ogni ben di Dio.
Nell´iscrizione era compreso:
- cena del venerdì e del dopo gara con birra e gelato.
- pernotto in palestra su brandine extra lusso
- pacco gara con parmigiano reggiano, confettura di more, confezione di funghi (tutti prodotto locali), bandana, gel.
Paesaggi bellissimi.


Vorrei ringraziare i miei compagni di viaggio Chiara e Letizia
Faccio i complimenti a Chiara per la sua prima 60 km, sesta assoluta tra le donne e a Letizia per la splendida prestazione sulla 24 km.

I complimenti vanno anche a Pietro, mio cugino, che dopo avermi seguito alla Abbots Way come spettatore, si è talmente appassionato che si è iscrivere alla 24 km con solo una decina di allenamenti finendola in sesta posizione di categoria, una roccia di 51 anni!!!!!

Un grazie speciale ad Alvaro per il supporto morale durante il percorso e all´arrivo.

Tags: Trail, Leoncini

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