UltraWild Marathon di Gabriele Ianett

Ultra Wild Marathon 2016…buona la prima! (…non ho il dono della sintesi, sappiatelo!) E’ iniziata da qui la preparazione mia e del prode Pietro Leoncini alla Trans d’Havet che correremo, se Dio lo vorrà, il 23 luglio.  Prima edizione della Ultra Wild Marathon, 64Km (anche se il gps dirà 59Km) e 3100 D+. Quei matti della Banda dei Malandrini ce l’hanno messa tutta e alla fine hanno organizzato un piccolo capolavoro. Percorso duro, quasi interamente boschivo, con passaggi da urlo.

Le due gocce di pioggia cadute in questi giorni hanno reso una parte del fondo fangoso e sdrucciolevole (è il su bello!) e allo stesso tempo i corsi d'acqua impetuosi ed affascinanti come in autunno…perché tutto sommato, siamo in autunno. Organizzazione perfetta: tanti volontari lungo il percorso, tracciatura ineccepibile, ristori frequenti (unico neo la mancanza di birre e magari qualche cosa in più di salato…molti runners hanno problemi con il dolce), e soprattutto tanta simpatia per tutto il week end. Ma andiamo con ordine. Io e la bestia arriviamo a Carmignanello nel tardo pomeriggio di sabato, ci sistemiamo in palestra per la notte e in men che non si dica abbiamo già scoppiato la prima birra media…azz, i pistacchi sono rimasti in palestra! Finite le birre, vado subito a prenderli. Il pistacchio però è salato, mette sete…allora vado in macchina e apro le due bottiglie di birra da 66 che avevo portato. Aggiungiamo dei cubetti di grana…due chiacchiere…e l’aperitivo è fatto. Ok, adesso dobbiamo pensare alla cena…sagra del posto o pizza? Pizza vai…in pizzeria non c’è posto…sagra vai… Io prendo due primi, patatina fritta e una birra media, lui un primo, salsicce & fagioli e un litrozzo di vino. E cena da cignali fù…però anche un dolcino ci starebbe bene! E guarda caso c’è proprio la bancarella che vende i troiai…deh, una busta grande di ci’alini (brigidini) un la voi prende?...e siccome vino dolce un c’è…io mi ci prendo un’altra birrina media. E anche la serata è fatta, in totale relax. Se non fosse per Corona (Mauro, non la birra!) che chiacchiera come se non ci fosse un domani. Ma ormai siamo pronti per imbozzolarci nei sacchi a pelo e svenire nei nostri loculi.  Ore 4:30 mi sveglio, Pietro mi chiede l’ora, gnene dico. Lui si gira di là, io ormai mi alzo…mancano 15 minuti alla sveglia…mi avvantaggio per la fila in bagno. Esco dalla palestra, l’aria è fresca ma non piove. Alle 5 in punto si accendono le luci della palestra e le due ragazze addette alla consegna dei pettorali, con un balzo felino si alzano scavalcano la scrivania e prendono posizione. Mi vesto, mi pettino e vado fuori per saggiare meglio la temperatura “in assetto gara”. Non ci credo…piove! Maremma sbullonata…torno ai box e faccio un cambio gomme…metto le ultra rain: assetto da pioggia. Ore 5:25 andiamo alla pasticceria di fronte a fare colazione. Ne approfitto e utilizzo il bagno per la prima defecatio. Ore 6:00 inizia il breefing in totale allegria. Ore 6:10 abbandono il breefing per la seconda defecatio…inziamo bene! Usciamo fuori, facciamo la punzonatura dei cippe e raggiungiamo la zona di partenza…il clima è assai goliardico, si scherza e si ride anche grazie alla simpatia di Alessio Parauda. L’unico serio è l’omino che deve dare il via. In mano però ha una pistola e nessuno lo contraddice. Si parte quando lo dice lui, punto e basta. E così fu. 6:30 sul meridiano di Carmignanello e si parte. I primi 50 metri sono di bitume, poi si gira a destra e si imbocca il sentiero motoso. I più veloci vanno veloci, i cauti vanno cauti, i lenti vanno lenti. Vorrei dì che su questa affermazione ‘un ci piove, ma in realtà ci piove, eccome! Io e Pietro partiamo nella fascia intermedia. Dopo qualche km maledico la serata “brava” perché la mia pancia continua a ribellarsi. Incomincio a pensare di chiedere del bagno…solitamente è in fondo a destra. Ai ristori mangio tutto quello che astringe ovvero banane e limoni. E astringono sul serio. Reggo.  Io e lui si procede regolari, il gruppo si sgrana. Rimaniamo in tre: io, lui e lei. Il piano è…si va piano fino al 40esimo, e poi si rallenta…a no, poi si cambia passo. Lui però vede che a quel passo scalpito e allora fa uno dei suoi rari gesti di amore. Si inventa una scusa…"mi fa male una caviglia", dice…"te vai"…io allora rifiuto l’offerta. Lui mi offende…inizia un tira e molla finché lei si gira e mi dice…"o duro, o ‘un lo ‘apisci che sei di troppo?" (Lara scherzooooo)…allora vado? E lui serafico…"vai, vai, tanto se mi passa il dolore, ti riprendo" dice…. ahahahahahah…merda comunque! (in realtà, dentro di me penso che la sua sia soltanto una scusa e mi voglia far fare da lepre…). Aumento leggermente l’andatura e mi metto al mio passo, ma senza forzare. Corro per una decina di km da solo, faccio riprese, mi godo il silenzio del bosco. Poi davanti a me trovo la prima vittima sacrificale. E’ una donna (prima in quel momento, secondo all’arrivo), avrà circa due minuti di vantaggio. In pochi km la raggiungo. Lei prende il mio passo e per un po’ corriamo assieme. Recuperiamo e passiamo un paio di persone. Poi perdo anche lei, dopo il mio arrivo vengo a sapere che purtroppo ha avuto un problemino.  Poco più avanti trovo un altro compagno di viaggio, lo raggiungo ed insieme facciamo una bella andatura. Arriviamo al Limentra, il bosco è da favola. Avrei più voglia di fermarmi a godere del paesaggio che di correre. Ma in fin dei conti correre dentro alla natura ci rende parte integrante della natura stessa. E allora corriamo. Più di una volta però cedo alla tentazione e mi fermo per fare riprese.  Nel frattempo, poco prima dell’inizio della salita più impegnativa della giornata, raggiungiamo altri due compagni di fatica. Ci fermiamo tutti ad un ristoro, ma ripartiamo lesti soltanto in tre. Saliamo su regolari tutti insieme. Poi un allunga. Rimaniamo in due. Dopo un po invece l’altro cede. Rimango da solo.  Arrivo al km 40 e finalmente si comincia a scendere. Il sentiero si fa correre alla grande. Comincio a mangiare con più insistenza il parmigiano. Intanto però sento che sotto al piede destro si sta formando una galla, azz…la scarpa poi è strana, è come se…come se….se avessi la suola rotta! Porca…vabbè, per ora è sopportabile. Arrivo ad un ristoro dove hanno dell’ottimo formaggio. Ne approfitto. Una manna…dopo poco ritrovo una freschezza atletica che mi stupisce. Riesco a correre anche nei tratti di leggera salita senza il minimo dolore muscolare. Capisco nuove cose sull’alimentazione durante la gara. Raggiungo un altro compagno di fatica. L’ultimo per la giornata. Facciamo un breve tratto di piano insieme poi, al Km 45, inizia una nuova salita. Bastarda fu questa salita. Mi tronca di netto il ritmo e faccio fatica ma tanta…il summa della differenza tra correre con regolarità su asfalto e troncare di botto il ritmo con una seppur breve ma ‘gnorate salita. Lui ha le racchette, io no…e si vede. Mi va via di brutto…prende almeno due minuti di vantaggio. Io non voglio forzare, la gara è ancora lunga. Salgo del mio passo. E intanto inizia a montare il terrore più grande, un vero tarlo nella mia testa…ora arriva LUI! Inizio a girarmi con il timore di vedere quella sagoma che si avvicina. E questo tarlo rimarrà fino ad un’ora dopo il mio arrivo…quando finalmente lo vedrò arrivare in tutta la sua possenza! …ma intanto ricomincia la discesa, via giù di buon passo, e in pochi km riprendo nuovamente il ragazzo di prima. Affrontiamo assieme la parte più affascinante, quella dei guadi. Belli, divertenti, ma deh…al quarto mi si cominciano a gelare i piedi. Abbiamo un bel passo. Km 50 altra salita rompi ritmo. Stessa storia di prima. Ciaooo. Se ne va. Salgo del mio passo ancora una volta e spero di ritrovarlo in discesa. Mi guardo dietro, scruto l’orizzonte, ma LUI ancora non arriva…arriverà! Giuro che sono in anZia. Intanto inizio anche il conto alla rovescia dei Km, ma l’unità di misura non sono i Km bensì le volte che devo fare Lilli-Salvini Salvini-Lilli. Km 53 circa. Ristoro. Degli angeli mi dicono che sono il decimo e che mancano soltanto 6Km all’arrivo. Praticamente una endovena di fiducia. Chiedo se c’è ancora salita, mi dicono che ci sono gli ultimi 400 metri e poi tutta discesa. Inizio la salita e poco più avanti rivedo il compagno di prima. Anche lui ora sale a fatica. Avrà poco meno di due minuti. Mi butto in discesa, e dopo poco comincio a vederlo.  Km 56 circa. Ultimo ristoro. Lui si ferma. Io potrei continuare e prendere quei due minutini di vantaggio per arrivare al traguardo davanti a lui. Però non mi sembra corretto. Sarò scemo, ma è così. Abbiamo corso insieme e condiviso fatiche, lui ne ha un briciolo più di me. Non voglio approfittarne così, mi sembra una vigliaccata. Mi fermo anche io. Mangio e bevo più per fagli compagnia che per necessità. Ci confermano che mancano 3Km ed è tutta discesa. Ripartiamo insieme. Sono decimo, mi va più che bene. Con un occhio guardo sempre dietro, con il terrore che possa arrivare l’altro…io e lui invece parliamo, mi fa addirittura i complimenti. A 1,2km dall’arrivo lui allunga leggermente, io decido di lasciarlo andare. Non ho voglia di distruggermi per una posizione e magari rischiare un crampo proprio alla fine. Mi voglio godere l’ultimo Km e corro del mio passo senza forzare. Lasciamo il sentiero ed entriamo sull’asfalto. Tutta discesa a palla. Mi giro e da dietro non arriva nessuno, nemmeno LUI. Ultima curva, riconosco la palestra. Lì c’è l’arrivo. Sono stanco, ma sto bene. Sono felicissimo perché oggi finalmente so di aver fatto una bella gara, di essermi gestito al meglio. Potevo osare un briciolo di più, ma il rischio non ne valeva. Accendo la GoPro per la ripresa del mio arrivo. Eccomi lì. 8:29:12 il mio tempo ufficiale. Lo spiker pronuncia il mio nome, mi abbasso per passare il chip sul lettore e sento una voce femminile che mi chiama e mi fa i complimenti. Alzo lo sguardo e vedo Barbara Brunelli. Mi dà il 5. Mi viene incontro il ragazzo arrivato prima di me e anche lui mi dà il 5. Ci complimentiamo a vicenda e andiamo a prenderci insieme la meritatissima Menabrea. Cin di congratulazione e ci salutiamo.  Io intanto torno in zona arrivo ad aspettare Pietro. Telefono alla moglie, leggo sul cellulare i milioni di messaggi arrivati dalla mattina e poi vado a chiedere conferma della mia decima posizione…quando leggo 11esimo un pochino ci rimango male…ad averlo saputo allora avrei battagliato. Quando poi scoprirò che addirittura sono arrivato sesto di categoria e con il quinto posto sarei andato a premio…beh una puntina di amaro in bocca mi è venuta. Altra lezione. Dopo poco trovo Juri Tamberi e Carmelo Scandaliato, grandissimo terzo nella 42Km…la sua prima 42Km…e scusa se è poco! Mentre chiacchieriamo e le prime ombre della notte iniziano a calare, dalla nebbia spunta lui, il mio ammmore…Pietro Leoncini! Baci, abbracci, complimenti e convenevoli. Salutiamo gli altri due e andiamo a prendere la sua birra. Doccia ghiaccia stecchita. Pasta Party. Relax. Adesso possiamo tornare a casa, stanchi ma felici e strapieni di entusiasmo. Grazie ancora a Pietro per il bellissimo week end. Dehsciòmasgooon. Grazie di cuore alla Banda dei Malandrini e a tutti coloro che hanno partecipato all’organizzazione di questo bellissimo evento. Grazie per aver reso possibile tutto questo. Ci avete regalato delle emozioni veramente belle. Spero che il nostro impegno, il nostro entusiasmo e il nostro sudore vi abbiano almeno in parte ripagati. ...a presto, nelle migliori sale, il film! Next Time.

 

Tags: Trail, Ianett

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