Monte Faeta trail di Andrea Pelleriti

Il mio terzo trail, per festeggiare l’ultimo giorno dell’anno del 2019 è stato la salita al Faeta “diretta” partendo da Asciano (PI) con il percorso dalla chiesa, Mirteto, Conserva e su fino alla cima. La discesa dal sentiero Lavinia e dall’acquedotto entrambi con tratti ripidi e scivolosi ma molto panoramici.
Pellerun sulla cima del monte Faeta, 860 m.
Ritrovo al parcheggio di Asciano con amici di vecchia data e nuovi, compagni di viaggio con cui il percorso diventa ancora più piacevole.
Da Asciano saliamo alla chiesa da qui proseguiamo per via martiri della liberazione su strada asfaltata, che di li a poco inizierà a salire, per arrivare ad una sbarra da dove lasciamo l’asfalto. Iniziamo a salire, il terreno si presenta non regolare con sassi, radici e con una certa pendenza, è un sentiero battuto e facilmente seguibile; dopo un po’ si arriva a un sentiero lastricato con degli scalini in pietra e ai ruderi del “paese” di Mirteto.
Splendida foto che riassume tutta la goliardia del gruppo
Proseguiamo costeggiando la chiesa e tenendocela sulla sinistra la oltrepassiamo sul fondo della stessa. Anche qui il sentiero ha una discreta pendenza soprattutto nella parte finale con cui si arriva al passo della conserva.
Qui inizia l’ultima parte della salita, nel primo tratto quasi pianeggiante, costeggiando una rete di recinzione; poi la pendenza della salita aumenta notevolmente, ed il sentiero diventa più difficile anche per i solchi scavati dall’acqua. Dopo un po’ si raggiunge una strada sterrata, dove si può scegliere se proseguire su quella o continuare sul sentiero. Noi abbiamo proseguito sul sentiro e dopo pochi metri siamo in vetta del monte Faeta dove siamo ripagati di tutte le nostre fatiche, godendo i un panorama stupendo le isole (Elba, Gorgona), la costa (Livorno fino al golfo di la Spezia), Pisa (si vede molto bene l’aeroporto, l’Arno, Marina di Pisa), mentre il versante lucchese è coperto dalla vegetazione, ma si vede il lago di Massaciuccoli con tutti i suoi canali. Per il rientro abbiamo fatto, come detto, il sentiero Lavinia e dall’acquedotto.
Cima Faeta, versante lucchese

 

Andrea Pelleriti

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